Storie di vita e di malavita. Criminali, poveri e altri miserabili nelle carceri di Milano alla fine del medioevo

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Gazzini, M.; 2017; Storie di vita e di malavita. Criminali, poveri e altri miserabili nelle carceri di Milano alla fine del medioevo. Firenze, Firenze University Press.


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Storie di vita e di malavita. Criminali, poveri e altri miserabili nelle carceri di Milano alla fine del medioevo

Marina Gazzini
University of Parma, Italy - ORCID: 0000-0001-7100-1244

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DOI: 10.36253/978-88-6453-615-6 Series: Reti Medievali E-Book ISSN 2704-6362 (print) - ISSN 2704-6079 (online)

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The volume deals with an uncommon theme in medieval history: the prison and its inhabitants. In the medieval prison, the prisoners - waiting for their sentence, or imprisoned for debts, or because socially dangerous or found guilty of a crime - were not abandoned to themselves; families, the Church, devout lay people and public authorities took charge of their needs. In the case of Milan, the prison system and the relationship between prisoners, justice and mercy takes on particular nuances. Prisons (including private ones) are numerous and scattered throughout the city: the largest is a prison-hospital, which certainly imprisons, but suggests that it is useful (for economic reasons) to help the survival of the offender and their return to society. The citizens of Milan in the 15th Century are also aware of the risks of abandoning prisoners (men and women) to a justice that, for its costs, only protects the strongest. Here are the Protectors of prisoners: useful not only to the weak ones in prison, but also to the Dominus, who supports them. The duke, interested in correcting the system excesses, is also (and perhaps above all) eager to show himself merciful, and as such superior to the law. Investigating the condition of prisoners thus proves to be a way to grasp not only the dynamics of social exclusion and inclusion relevant to the control of deviance, but also the mechanisms of relationship between rulers and subjects in the late Middle Ages.

Il volume affronta un tema non comune nella medievistica: la prigione e i suoi abitanti. Nel carcere medievale i prigionieri – incarcerati prima della sentenza, oppure rimasti “dentro” perché indebitati, socialmente pericolosi, riconosciuti colpevoli di un delitto – non erano abbandonati a loro stessi; delle loro esigenze si facevano carico le famiglie, la Chiesa, i laici devoti, gli stessi pubblici poteri. Nel caso di Milano il sistema carcerario e il rapporto tra carcerati, giustizia e misericordia assume sfumature peculiari. Le prigioni (anche private) sono numerose e disperse nella città: la più grande è un carcere-ospedale, che rinchiude certo, ma lascia intendere che è utile (per motivi economici) aiutare la sopravvivenza del reo e il suo ritorno in società. I milanesi del Quattrocento sono poi consci dei rischi di abbandonare i detenuti (uomini e donne) a una giustizia che, per i suoi costi, tutela solo i più forti. Ecco dunque i Protettori dei carcerati: utili non solo ai deboli rinchiusi in carcere, ma anche al dominus, che li sostiene. Interessato a porre rimedio agli eccessi del sistema, il duca è infatti anche (e forse soprattutto) desideroso di mostrarsi misericordioso, e in quanto tale superiore alla legge. Indagare la condizione dei carcerati si rivela dunque un modo per cogliere non solo le dinamiche di esclusione e di inclusione sociale pertinenti al controllo della devianza, ma anche i meccanismi di relazione tra governanti e governati nel tardo medioevo.

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Publication year: 2017

Price: 18,90 €

Pages: 224

ISSN print: 2704-6362

ISBN: 978-88-6453-614-9

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Publication year: 2017

Pages: 224

ISSN online: 2704-6079

e-ISBN: 978-88-6453-615-6

DOI: 10.36253/978-88-6453-615-6

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Publication year: 2017

ISSN online: 2704-6079

e-ISBN: 978-88-9273-139-4

DOI: 10.36253/978-88-6453-615-6

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